INTERVISTA ALL’AVVOCATO AMEDEO SCARAMELLA FIGLIO DI ADELE PELUSO, SORELLA DEL BEATO BARTOLO LONGO.

IL BEATO BARTOLO LONGO E LA SORELLA ADELE PELUSO
”La casa era tutta in tufo ed era stata costruita su una grande cisterna nella quale veniva convogliata l’acqua piovana raccolta sul tetto, acqua che poteva essere raccolta con un secchio da un paio di aperture presenti nella casa. L’ingresso era la prima porticina che si vede sulla destra della facciata e dava su un salottino (con una grande radio dalla quale le Zie Totò e Ninetta Peluso ascoltavano il rosario al pomeriggio. Seguiva verso il giardino interno la stanza del pianoforte e il bagno. La seconda porticina partendo da destra portava al piano superiore. La porta-finestra centrale sotto l’arcata era sempre chiusa perché dava accesso alla stanza da letto delle Zie Peluso. Sul retro di questa stanza si aprivano la cucina e la camera della mia nonna Adele Peluso e del suo marito Mario. Sul lato sinistro della facciata c’è una porticina che dava accesso all’appartamento di mio zio Amedeo. Anche se non ben visibile nella foto, al centro del muro sulla estrema destra c’era una porta in legno che dava diretto accesso al giardino che si estendeva a destra sino alla proprietà delle suore e che si ricollegava al cortile sul retro della casa dove io e mio fratello Carlo Rastrelli venivamo lavati nella tinozza (sino all’arrivo dell’acqua corrente)! Quanti ricordi e quante estati passate a Grottaglie da bambini negli anni 60/70…”
Riceviamo durante il colloquio la foto autografata dal Beato Bartolo Longo il 2 luglio 1925, con dedica alla nipote Adele Peluso (nella foto in piedi a sinistra del Beato Bartolo Longo e mamma di Amedeo), nell’occasione del riconoscimento da Papa Leone XIII, dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno e da allora conosciuto come il “Commendator Bartolo”, il quale il 30 maggio 1925, viene anche insignito dell’onorificenza pontificia di Cavaliere di Gran Croce del Sacro e Militare Ordine del Santo Sepolcro.

Spiega l’avvocato Scaramella, l’articolazione dei rapporti familiari con il Beato Bartolo Longo “questi documenti della mia famiglia li ricollego al mio rapporto di parentela al prossimo Santo Bartolo Longo. Io sono Amedeo Scaramella. Questi documenti della mia famiglia li ricollego al mio rapporto di parentela al prossimo Santo Bartolo Longo. Io sono Amedeo Scaramella, avvocato, nato da Mario Scaramella e Adele Peluso. Adele Peluso era figlia di Ciro Peluso e Maria Campi. Maria Campi era sorella di Bartolo Longo in quanto entrambi erano figli di Antonia Luparelli che dal primo matrimonio con il Dott. Bartolomeo Longo aveva avuto il figlio BARTOLO LONGO. Alla morte di Bartolomeo la Luparelli sposa l’avv. Giovanni Campi e da questo matrimonio nasce Maria Campi , mia nonna materna, sorella di Bartolo Longo. Non ci sono altri parenti dal lato Peluso/CAMPI prima di me. Dopo ci sono i miei 4 figli e quelli (5) di mia sorella Liliana Scaramella, sposata Rastrelli e morta da anni. Nella foto al centro c’è Bartolo Longo e in alto mamma mia Adele Peluso che studiava a Napoli dove si laureò prima in chimica e poi in farmacia e spesso era ospite di zio Bartolino come lui andava a Campitelli a casa Peluso quando era a Grottaglie”
Nella foto la lettera autografa di Papa Pio X del 29 settembre 1919 inviata al Beato Bartolo Longo e alla contessa Marianna Farnararo De Fusco (Monopoli, 13 dicembre 1836 – Pompei, 9 febbraio 1924.

A Napoli, Bartolo conobbe la contessa Marianna Farnararo De Fusco donna impegnata fortemente in opere caritatevoli ed assistenziali. Nel 1864 questa era rimasta vedova del conte Albenzio De Fusco di, i cui possedimenti si estendevano anche nella Valle di Pompei. Alla contessa, vedova di soli 27 anni con cinque figli in tenera età, serviva un amministratore per i beni De Fusco, nonché un precettore per i figli. Fu così che Bartolo accettò di stabilirsi in una residenza dei De Fusco per assolvere a tali compiti. Questa conoscenza segnò una svolta fondamentale nella vita di Longo, poiché egli ne divenne l’inseparabile compagno nelle opere caritatevoli. Tale amicizia tuttavia diede luogo a parecchie maldicenze, per cui, dopo un’udienza da Papa Leone XIII, nel 1885 decisero di sposarsi, con il proposito però di vivere come buoni amici, in amore fraterno, come avevano fatto fino ad allora. Il matrimonio fu celebrato senza gli atti civili e le pubblicazioni di rito.
Nell’altra foto, che segue, il Santo Padre Pio X invia una benedizione al teologo Giuseppe Peluso che nacque a Grottaglie il 29 luglio 1851, zio del Prof. Ciro PELUSO ( Educatore ) 1851 – 1926, padre di Adele e mamma dell’avvocato Amedeo Sgaramella e sorela del Beato Bartolo Longo.

Ciro PELUSO ( Educatore ) 1851 – 1926 Nipote del teologo Giuseppe Peluso, nacque a Grottaglie il 29 luglio 1851.Nel suo lunghissimo curriculum di insegnante, ma anche di direttore della scuola di Grottaglie, ebbe, tra l’altro, il merito di far affermare l’educazione fisica maschile e poi l’educazione manuale. A tale scopo realizzò, nel 1892, un istituto, che fu ospitato in alcuni locali del Castello Episcopio, concessogli dal Consiglio Comunale. Si segnalò sempre come insegnante modello, tanto che fu decorato dal Governo con medaglia d’oro e diploma di benemerenza di prima classe; quando, nel 1922, fu messo a riposo, dopo 45 anni di servizio, il Consiglio Comunale decise di esprimere un voto di plauso (che fu deliberato il 6 agosto 1923). Ma egli fu anche animatore teatrale e organizzatore di feste civili. Gestì, per alcuni decenni, il teatro “Battista”, ospitato in un ampio locale ricavato nel complesso conventuale del Carmine, accanto alla Scuola elementare d’allora. Si spense il 15 dicembre 1926. Così la stampa del tempo descrisse il personaggio:” Con Lui scompare una delle più fulgide glorie cittadine, educatore geniale di tre generazioni, imparziale giudice conciliatore, il patriota sincero, l’ideatore ed organizzatore di feste civili “.
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