REGGENZA D’ALO’. RIDUZIONE DI ABITANTI DEL MENO 7,1 %, ED IL CENTRO STORICO NEL 28% DEL PATRIMONIO EDILIZIO NON ABITATO .

APPROFONDIAMO ANCORA LA REDAZIONE DEL PIANO D’AZIONE PER L’ENERGIA SOSTENIBILE E IL CLIMA (PAESC) DELIBERATO DAL CONSIGLIO COMUNALE.

APPROFONDIMENTO DELL’AVVOCATO MICHELE MIRELLI-VIDEO

12.000 euro per la redazione del  PAESC, elaborazione approvata dal consiglio comunale e dal gruppo ammnistrativo con a capogruppo un Ciro D’Alò autocelebrativo e ancor più convinto, con i suoi assessori, di stare a realizzare la rivoluzione storica nella città delle ceramiche.

L’autoanalisi di D’Alò nel PAESC certifica altre due realtà evidenti, uno lo spopolamento della città durante la sua “rivoluzione” e il consistente patrimonio immobiliare disabitato, il 28% dell’esistente, e nello stesso tempo si “appunta” al petto l’implementazione del 20% di edificabilità per le quasi  5000 abitazioni realizzate dal 1989 al 2000, speculazione edilizia pura.

Non è difficile comprendere che gran parte del tessuto urbano e del suo   PATRIMONIO EDILIZIO NON ABITATO E CHE ANDREBBE RIQUALIFICATO E RESO EFFICIENTE, sia collocato per gran parte nel centro storico, dove D’Alò sbandiera una rigenerazione urbana basata sul nulla, lo ripetiamo, prendete coscienza sindaco ed assessore…DIMETTETEVI!!!

Di seguito ampi stralci del progetto PAESC voluto ed approvato da D’Alò, Blasi e Stefani e la maggioranza di GROTTAGLIE NEXT.

L’ANDAMENTO DEMOGRAFICO

Tra il 2001 e il 2019 (anno BEI) si osserva una diminuzione della popolazione residente del 2.9%,

con un tasso annuo pari al -0.12% così come il CAGR (Compound Annual Growth Rate).

In particolare, tra il 2001 e il 2009 si osserva una crescita della popolazione del 2.9%, mentre a

seguire TRA IL 2009 E IL 2023 L’ANDAMENTO MOSTRA UNA RIDUZIONE PARI AL 7.1%, un tasso annuo dello –

0.51% ed un CAGR pari a -0.53%.

Nella tabella che segue si analizza il patrimonio edilizio comunale in funzione dell’epoca in cui è stato

realizzato: queste informazioni costituiscono un elemento importante per l’individuazione delle modalità

costruttive adottate, direttamente connesse alle performance energetiche medie degli edifici. I dati

utilizzati fanno riferimento al Censimento generale della popolazione e delle abitazioni ISTAT del 2021,

rapportati al 2019, ultimo anno disponibile.

Dalle elaborazioni svolte e mostrate in Tabella si evince che il 29% circa degli edifici risulta costruito

negli anni tra il 1961 e il 1980, nello stesso periodo è stato anche costruito il 27% circa delle abitazioni,

attestando una forte presenza di edifici residenziali e non costruiti secondo standard ormai obsoleti e

che necessitano di ristrutturazione e riqualificazione edilizia. Vi è un trend in crescita anche per

l’edificazione di nuovi edifici tra il 2011 e il 2019, per i quali risulta opportuno operare scelte a livello di

regolamenti edilizi comunali che assicurino i migliori standard di efficienza energetica e termica.

Prevalgono gli edifici con numero di piani inferiore a 2 (68% circa), a cui viene attribuito il 51% delle

abitazioni.

Al 2019, le abitazioni occupate corrispondono al 72% del totale, in cui è possibile ipotizzare la

presenza di impianti di riscaldamento prevalentemente autonomo, stante la tipologia edilizia con un

numero di piani inferiore a due. Ciò fa presumere, inoltre, CHE ESISTA UN 28% DI PATRIMONIO EDILIZIO NON ABITATO CHE ANDREBBE RIQUALIFICATO E RESO EFFICIENTE, per sottrarlo all’eventuale incuria o abbandono.

IL PARCO VEICOLARE

Nella figura seguente si mostra il parco veicolare immatricolato per categoria nel comune di Grottaglie

e la sua composizione al 2019, anno BEI, a partire dall’anno 2011 per valutarne l’evoluzione.

Dal grafico si evince un incremento costante nel tempo del parco veicolare circolante, in

controtendenza rispetto alla decrescita della popolazione. Le autovetture rappresentano la categoria di

veicolo più diffusa (18’913 unità, corrispondente all’83% dei veicoli al 2019), seguita dai motocicli

(11%) e dagli autocarri per il trasporto merci (5%).

Il numero di autovetture per abitante al 2019 è pari a circa 0.61, in linea con la media provinciale (0.61

AV/ab.) ma inferiore a quella regionale (0.77 AV/ab.).

Dal grafico si evince, inoltre, come al 2019 sia presente ancora un numero consistente di veicoli (pari a

circa 8.000) appartenenti a categorie inferiori o pari ad Euro 3, che determinano ancora un forte

impatto sulle emissioni inquinanti.

LA STRATEGIA DEL PAESC

Come riepilogato nel paragrafo “Quadro programmatico degli strumenti vigenti” del presente PAESC,

il Comune di Grottaglie si caratterizza per un pianificazione territoriale che appare datata e non del

tutto in grado di rispondere alle sfide della contemporaneità e necessita di un processo di

aggiornamento dei principali Piani e Programmi vigenti sul territorio.

In questa prospettiva, il PAESC rappresenta un tassello fondamentale all’interno di un mosaico

complesso di azioni amministrative sinergiche e complementari che l’Amministrazione di Grottaglie ha

avviato negli ultimi anni e che sono ancora in fase di definizione. Questo approccio integrato vede l’AC

come protagonista per la sua capacità di dotarsi degli strumenti programmatori necessari, come il

Piano Regolatore Generale (PRG), il Biciplan, il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche

(PEBA) e il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PUMS).

Tuttavia, l’iter di approvazione o di revisione di tali strumenti è ancora in corso e, pertanto, il PAESC

non può recepire o anticipare una pluralità di azioni che sono proprie di strumenti di pianificazione

sovraordinati, deputati in maniera esclusiva alla definizione di strategie e di scelte settoriali per il

territorio.

Anche il Piano Comunale di Protezione civile, revisionato e aggiornato con Deliberazione di

Consiglio Comunale n. 67 del 30/11/2015, dovrà essere aggiornato agli obiettivi del PAESC,

prevedendo una più attenta gestione dei rischi e delle emergenze in linea con gli scenari climatici

elaborati in questo Piano. Per le azioni di protezione civile, il PAESC farà da cornice alla revisione del

Piano di Protezione Civile, che andrà a declinare le azioni da intraprendere sul territorio. Anche in

questo caso, il PAESC recepirà le azioni specifiche in materia di gestione dei rischi e delle

vulnerabilità a valle dell’aggiornamento del Piano Comunale di Protezione Civile, in occasione del

primo report di monitoraggio.