L’ASSESSORE CAPRIGLIA SUL TEMA “SOLO INDIFFERENZA ED OSTRUZIONISMO”.”SCUOLA DI PENSIERO” CON QUALE SI SOSTIENE HE CIRO LA PESA ERA UNA PERSONA ECLETTICA, CIOÈ, ERA FALEGNAME, POSSESSORE DI MULINO E FIGULO (???).
Direttore del giornale Pegaso Arch. Vito Nicola Cavallo
di Francesco Spagnulo *

Caro Direttore, ti scrivo in riferimento all’articolo che hai pubblicato il 24 febbraio scorso dal titolo “Il Presidente del Consiglio Comunale di Grottaglie e la dimenticata vexata quaestio su Domenico La Pesa” e ti ringrazio per l’attenzione riservata all’annosa vicenda.
Nell’articolo viene presentata e riassunta la suddetta vicenda attraverso documenti, video, intervista al sottoscritto, dichiarazioni pubbliche fedelmente riportate ed altro. Mi permetto di far notare a te ed eventualmente a tutti i tuoi lettori che l’ambizioso dott. Aurelio Marangella, attuale Presidente del Consiglio Comunale di Grottaglie non ha ancora assolto al suo compito istituzionale, come da lui stesso dichiarato pubblicamente, cioè di dare mandato e ricostituire la nuova Commissione Toponomastica essendo decaduta la precedente a seguito di elezioni del nuovo Consiglio Comunale (ottobre 2021).
Inoltre, ritengo che si sia fatto una idea sbagliata, riguardo la richiesta di modifica della via La Pesa avanzata ufficialmente al Comune di Grottaglie con diversi protocolli sin dall’inizio del 2014.
(Ricordo che tale richiesta è stata ufficializzata a seguito di un lungo lavoro storiografico, approfondito e meticoloso basato soprattutto sulla ricerca e consultazione di fonti primarie e di conseguenza di documentazione inedita, circa 1400 documenti che in una sintesi sono confluiti nella pubblicazione del volume “La Pesa un maestro grottagliese. Profilo documentato del ceramista” autori Salvatore Brittanico, Ciro Ligorio, Francesco Spagnulo Edizioni Esperidi 2013.

Un altro lavoro storiografico altrettanto approfondito e metodologicamente impegnativo “La bottega a Li Cameni del Maestro faenzaro Domenico La Pesa 1792-1849” autore Francesco Spagnulo è stato presentato al pubblico il 9 luglio 2023 nell’atrio del Castello Episcopio di Grottaglie. In questo studio, sulla base di un’ampia documentazione inedita, viene individuata la bottega a Li Cameni, attuale quartiere delle ceramiche, dove operò il maestro faenzaro Domenico La Pesa).
Come già riportato nel tuo articolo la richiesta di modifica della via La Pesa (invece di Ciro La Pesa 1756-1826 falegname e possessore di mulino dovrà essere riportato
DOMENICO LA PESA 1792-1849 figulo, faenzaro) per la prima volta viene presa in considerazione nell’ottavo punto dell’ordine del giorno della riunione di Commissione Toponomastica Cittadina del 23.10.2019.
In quella riunione sono stato personalmente invitato a presenziare dalla segretaria del Sindaco e invitato a conferire sull’argomento dai membri della Commissione per volontà degli stessi espressa a maggioranza per alzata di mano. Il Presidente di Commissione era il Sindaco Ciro D’alò ma in quell’occasione è stato delegato il Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Annicchiarico.
La richiesta in questione al momento della verifica-discussione NON è stata bocciata dalla Commissione come eventualmente qualcuno potrebbe pensare MA RINVIATA a data successiva per ASSENZA del Membro Esperto di Storia locale Prof. Arcangelo Fornaro e quindi del suo fondamentale parere tecnico (Tra l’altro il Prof. Fornaro pochi giorni dopo mi ha riferito che a quella riunione, stranamente, non è stato mai convocato).
Nella successiva riunione di Commissione Toponomastica Cittadina, presidente sempre il Sindaco Ciro D’alò, convocata in videoconferenza per il 17.08.2021 tra i quattro punti all’ordine del giorno non compare la richiesta di modifica di via La Pesa senza aver riportato, per l’esclusione, alcuna motivazione ufficiale a tutt’oggi, nonostante come è stato già detto la richiesta fosse stata rinviata. Ne mi risulta che il Prof. Arcangelo Fornaro ne abbia chiesto conto nella riunione di Commissione sopra indicata.
Ritornando alle dichiarazioni pubbliche di Aurelio Marangella (attuale Presidente del Consiglio Comunale di Grottaglie), il 13 ottobre 2013 “…questa serata abbia ribadito che probabilmente l’amministrazione involontariamente è inciampata in un falso storico, rifacendo la toponomastica della città nel 1997, in quella data, quella via è stata intitolata a Ciro La Pesa (1756-1826)… è qui presente alla serata il Segretario Generale del Comune Francesco Italo Spagnulo (oggi componente del direttivo PD cittadino) che è esperto sicuramente in normative, troverà soluzione a questo dilemma, forse una sorta di correttezza …”
Nel 2023 il 09 luglio sempre Marangella dichiarava “ho seguito tutta la vicenda e ne ho anche apprezzato il lavoro. Credo che si stia facendo confusione con il lavoro storiografico che sancisce delle verità rispetto ad una normale prassi amministrativa … ho dato mandato agli uffici istituzionali di predisporre la ricostituzione della
Commissione Toponomastica … Esiste un problema che va valutato, il politico non entra in merito alle valutazioni dei cosiddetti esperti del settore, non lo sto dicendo io questa sera, non lo sto denunciando io, esistono scuole di pensiero differenti, contrapposte che hanno portato a contrapporre a far nascere contrapposizioni. Credo che sia un quesito prettamente di competenza degli esperti … adesso si ricostituirà a settembre la Commissione Toponomastica …”
Ritengo,come accennavo prima, che siano dichiarazioni ipocrite, se si pensa che non sono mai state esplicitate ufficialmente e pubblicamente quale siano queste “scuole di pensiero differenti”, l’autorevolezza dei relativi esponenti ed il contenuto del pensiero espresso sull’argomento.
In tutti questi anni non c’è stata una sola persona, presunta esperta, che abbia prodotto, presentato, pubblicato un solo documento utile in grado di supportare il suo dissenso la sua “contrapposizione” rispetto ad un lavoro storiografico ricco di documentazione inequivocabile. Solo opinioni campate in aria e interpretazioni di fantasia che sono andate a perpetrare un antico errore metodologico di ricerca e di studio che diversi autori hanno ripetuto pedissequamente ed acriticamente sin dagli anni 30 del Novecento.
Un atteggiamento da parte di diversi soggetti a dir poco anomalo che ha raggiunto il ridicolo quando il fondatore di un noto blog ha scritto della presentazione del libro, tenutasi nella sala teatro del Convento dei Paolotti in Grottaglie il 13 ottobre 2013, utilizzando la foto del frontespizio del libro, i dati della serata, ma apponendo sotto, in modalità copia e incolla, una “sintesi storica” che non c’entra assolutamente niente con il contenuto del libro, ma ripete in maniera errata la vecchia pappardella “storica”. Da notare che il post sul blog è stato pubblicato l’11 ottobre, invece la presentazione del libro si è tenuta due giorni dopo, il 13 ottobre. Curioso modo di fare informazione!
In sostanza, per essere più chiaro, è come se avesse utilizzato la carta di identità con la foto di Mario Tizio ma sotto avesse scritto Giuseppe Rossi, praticamente ha creato un falso, a danno dell’editore, degli autori e a scapito di tutte le persone che leggono il suo blog ricevendo una errata informazione. Bisogna dire con rammarico che la persona in questione era presente alla serata di presentazione del libro, quindi due sono le cose, o era molto distratto o semplicemente ha voluto esserlo. Infatti, più volte, è stato invitato a rimuovere o a correggere la notizia sul suo blog, ma con ostinazione non lo ha mai fatto. E questo la dice lunga.
Un’altra persona si è sempre dimostrata scettica e soprattutto prevenuta, molto probabilmente un’altro dei maggiori esponenti delle cosiddette “scuole di pensiero” citate in maniera criptata e superficiale dall’ambizioso Marangella.
Tale persona conservava, dai tempi della preparazione della sua tesi di laurea, a seguito di una ricerca effettuata in Archivio di Stato di Taranto, le copie di due documenti notarili del Notaio Vito Pietro Lupoli rogati entrambi nel 1786 uno in settembre e l’altro in novembre, più la trascrizione a mano di un altro documento notarile del Notaio Domenico Chianura rogato nel febbraio 1794 riguardanti delle compravendite nelle quali una delle parti risulta essere Ciro La Pesa 1756-1826 (Documenti, tra l’altro, che chi scrive già conosceva perché facenti parte della mole di documentazione della quale si è accennato prima).
Sulla base di questi tre documenti che evidentemente non ha saputo leggere ne analizzare correttamente, interpretandoli male, ha influenzato “il pensiero” di diverse persone, perché ha creduto che il Ciro La Pesa 1756-1826 riportato in quei documenti fosse il maestro figulo (ceramista).
Dopo l’uscita della pubblicazione sul maestro Domenico La Pesa ha continuato a negare l’evidenza di fatti e documenti e in un dialogo avuto con chi scrive ha asserito che Ciro La Pesa secondo il suo “pensiero” era una persona eclettica, cioè, era falegname, possessore di mulino e figulo (???).
Il Prof. Francesco Annicchiarico amico di chi scrive, ma anche della persona in questione, che di materiale ceramico e di argilla se ne intende ha fatto una riflessione che chiarisce con una sola frase emblematica la questione; “haè la ceramica vè sicutata!!”, ovverossia il processo di lavorazione della ceramica va seguito costantemente e richiede tempo e dedizione e non lascia molto tempo per altri impegni, soprattutto se si considera il contesto storico e sociale della prima metà dell’Ottocento a Grottaglie.
Mi verrebbe da dire citando Karl Kraus “la libertà di pensiero l’abbiamo ora ci vorrebbe il pensiero”.
L’atteggiamento di Marangella, cosi come quello di alcuni suoi sodali mi è sembrato ipocrita e disinteressato pur di non disturbare alcuno e mantenere soprattutto i “famigerati equilibri” un atteggiamento della serie “chiacchiere e distintivo” un comportamento che ha come priorità il “particulare” di guicciardiniana memoria a scapito della collettività e del tanto sbandierato bene comune. Predicano bene e praticano male.
In questi anni, dal 2013 ad oggi, si sono verificate “dinamiche interne ed esterne” alle amministrazioni, tra amministratori, funzionari e presunti storici, tutti stranamente “storicoscettici”, disinteressati o distratti rispetto al lavoro storiografico pubblicato.
Per alcuni che eventualmente possono pensare, se la canta e se la suona da solo, vorrei ricordare che innanzi tutto c’è un libro pubblicato che può essere consultato ed analizzato in tutti i suoi aspetti e contenuti come hanno già fatto persone attente ed interessate, soprattutto fuori da Grottaglie.
Tra gli altri c’è stato il parere autorevole (quello si!) di personalità come il compianto Guido Donatone, Direttore e fondatore del Centro Studi per la Storia della Ceramica Meridionale in Napoli che dopo aver letto la pubblicazione ha espresso apprezzamenti e incoraggiamenti definendola tra l’altro “una ricerca archivistica approfondita, che restituisce anche pagine e illustrazioni interessanti sul centro ceramico di Grottaglie, a me caro”.
Il parere autorevole (quello si!) della compianta Ornella Valeria Sapio, ex Direttrice dell’Archivio di Stato di Taranto, che accolse con entusiasmo il vasto lavoro svolto, sottolineando, in fase di presentazione al pubblico “le fatiche della articolata ricerca archivistica e le analisi quantitative e qualitative condotte” inoltre nel suo articolato intervento così si espresse “… materiale indispensabile per ogni ricerca storica è la fonte ossia ogni traccia del passato, qualsiasi testimonianza utile per conoscere un determinato evento. La fonte scritta è tradizionalmente la fonte per eccellenza dello storico. Gli archivi, custodi del patrimonio documentario, sono tappa obbligatoria rappresentado la memoria storica di una collettività. Mi occuperò in particolare della ricerca d’archivio per sottolineare la fatica e la pazienza necessarie ma anche il piacere e la gioia che ne derivano. Il percorso della ricerca archivistica non è mai semplice, anzi, spesso è faticoso, tuttavia è anche affascinante, scandito da sorprese ed emozioni. Ogni percorso archivistico inoltre è diverso, richiede preparazione conoscenze e attrezzature storico-culturali altrettanto differenziate per riuscire a compierlo fino alla fine … A un primo esame ciò che colpisce è proprio la ricchezza delle fonti consultate (lungo elenco). … Dà un contributo alla ricerca chi analizza un problema non sufficientemente esplorato, costruendo un modello nuovo di
inventariazione delle fonti e soprattutto regalando documenti inediti. Ambedue risultati conseguiti dai nostri autori”.
La Prof.ssa Beatrice Andreotti subito dopo la pubblicazione del libro ha dimostrato grande generosità con una donazione di trentasette opere della sua collezione alla Città di Grottaglie. Le maioliche, appartenute da anni alla famiglia, provenienti da parte materna (Gemma Gemmato Andreotti), già conservate sino al 1980 presso Villa Gemmato, sita in via Ennio a Grottaglie, fanno parte oggi della raccolta del “Museo della Ceramica”. La donazione, con le motivazioni che fanno specifico riferimento alla pubblicazione di questo lavoro di ricerca storiografica è stata accettata “con vivo gradimento” ed ufficializzata dalla Giunta Comunale di Grottaglie con deliberazione n. 401 del 9 ottobre 2014 nella quale è stata verbalizzata la lettera con le specifiche volontà della Prof.ssa Bice Andreotti.

Un dettagliato articolo dell’avvenuta donazione è comparso sulle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno del 21 ottobre 2014 a firma del giornalista Lerario.
In questi anni, fino ad oggi, da parte delle Amministrazioni di Grottaglie, in particolare dagli Assessori alla Cultura, soprattutto dalla Funzionaria dell’Ufficio Cultura non c’è mai stata una doverosa attenzione non fosse altro e semplicemente per il ruolo che si ricopre. Non c’è mai stata la considerazione per la qualità del lavoro culturale realizzato e riconosciuto anche da autorevoli professionisti e studiosi già citati, cosi come grandi collezionisti come Riccardo Tondolo e Ninì Curci ma “spiegabilmente” semplicemente indifferenza e a volte ostruzionismo.
Senza tener conto che tale lavoro, tra le altre cose, ha contribuito notevolmente a dare la possibilità alla collettività grottagliese di ricevere una interessante donazione di maioliche facente parte della collezione della Prof.ssa Beatrice Andreotti (per saperne di più sul “Museo” cercare sul web Relazione Museo di Francesco Spagnulo).
Purtroppo a distanza di anni vi è ancora la necessità di ritornare sulla vicenda al netto di chiacchiere, distintivi e distrazioni. Con buona pace del dott. Marangella e degli altrettanti ambiziosi sodali.
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